LA FISIOTERAPIA NELLO SPORT, SCI

PARTE 8

Sciare è uno degli sport più divertenti e rilassanti Ed è un ottimo allenamento aerobico che permette di aumentare la forza muscolare e la stabilità propriocettiva del corpo, ma Sfortunatamente è anche un’attivita rischiosa.

Gli ultimi studi riportano un rischio maggiore di infortunio in soggetti prevalentemente maschi, con età circa di 40 anni che subiscono un trauma a velocità relativamente bassa anche con una buona preparazione fisica.
Un manto nevoso con neve “vecchia” e l’utilizzo di un’attrezzatura nuova mai utilizzata aumenta il rischio di farsi male.
I pazienti meno esperti o di età più avanzata, infine, hanno un rischio maggiore di infortunarsi durante questa attività.

Vista l’alta probabilità di infortunarsi durante questo sport sarebbe meglio conoscere le cause che possono provocare un infortunio e capire come prevenirle. Quindi la prevenzione sempre alla base di tutto

Per prima cosa far controllare l’attrezzatura da personale qualificato ed esperto, poiché attacchi non settati correttamente possono essere molto rischiosi e non funzionare correttamente quando necessario.

Altra cosa è conoscere come cadere: bisognerebbe evitare di allungare eccessivamente il braccio mentre si cade per evitare possibili lussazioni della spalla, fratture del polso, del gomito e del pollice.

Importante è l’utilizzo del caschetto che può prevenire più del 50% dei traumi cranici ed evitare spiacevoli e gravi conseguenze a livello cerebrale

Non sciare se sei stanco dato che la maggior parte dei traumi avviene a fine giornata quando i muscoli sono affaticati e cala l’attenzione.

Anche se pensi di essere in una buona forma fisica, potresti non esserlo a sufficienza per lo sci o per lo snowboard. Nello sci si richiede una buona preparazione fisica con quadricipiti, glutei potenti, è inoltre importante una buona preparazione aerobica per sopportare le alte altitudini.

In palestra si possono rinforzare i muscoli con la cyclette o lo step, si possono eseguire esercizi isometrici e isotonici per migliorare la resistenza dei muscoli a sforzi prolungati. Anche una buona elasticità muscolare è importante sia durante la preparazione fisica sia prima di scendere sulle piste.

Se in passato si ha avuto problemi alle ginocchia si possono utilizzare tutori specifici per il problema che possono migliorare la performance, inoltre si possono eseguire programmi specifici di rinforzo muscolare.

Lussazione della spalla e’ sicuramente uno degli infortuni più frequenti. Durante una caduta si può verificare una dislocazione dell’articolazione scapolo-omerale, in particolare quando si cade con il braccio distante dal corpo. Dopo questa lesione è frequente che si manifesti un’instabilità della spalla o episodi ricorrenti anche per traumi relativamente banali.

Un modo per prevenirla è quello di mantenere il braccio il più possibile vicino al corpo mentre si cade.

Oltre che fratture delle superfici articolari della tibia o del femore, le lesioni legamentose più frequenti del ginocchio sono le lesione del legamento collaterale mediale e del legamento crociato anteriore.

Si verificano per traumi distorsivi e si ha come una sensazione di schiocco articolare durante la caduta. Di norma il legamento collaterale mediale guarisce con una semplice riabilitazione, riposo e un tutore di supporto, mentre, vista la sua natura, il legamento crociato anteriore deve essere ricostruito chirurgicamente.

Altre lesioni che si possono manifestare a seguito di una distorsione o contusione del ginocchio sono le lesioni cartilaginee o le lesioni ai menischi.

Le lesioni cartilaginee possono essere trattate per via artroscopica mediante differenti tecniche in base alla loro dimensione e profondità.

Le lesioni meniscali, in base alle loro caratteristiche, possono essere riparate mediante tecniche di sutura oppure, nel caso non fosse possibile, eseguendo una meniscectomia a minima della porzione instabile del menisco per via artroscopica.

Una lesione frequente che si può verificare è la rottura del legamento collaterale del pollice.

Si parla di lesione di Stener quando il legamento lesionato si ripiega su se stesso e l’aponeurosi del muscolo adduttore si trova interposta tra le due estremità dello stesso e ne impedisce una guarigione spontanea con sintomi tipici dolore e gonfiore nella parte interna del pollice e instabilità dell’articolazione durante la prensione di oggetti. La diagnosi si basa su una visita specialisticache può essere completata da un esame ultrasonografico e radiologico in grado di mostrare il distacco di un frammento osseo dalla base della prima falange.

Il trattamento si basa sul grado di lesione del legamento: una lesione parziale può essere trattata conservativamente, mentre una lesione completa richiede solitamente il trattamento chirurgico.

La fisioterapia entra in gioco in tutte le lesioni ed infortuni elencati sopra, ma deve essere un mezzo per prevenire le situazioni patologiche e non curarle.

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